VE 25/03/2022 (Prima)

Turno A

Ore 20:00 Acquista su VivaTicket o in Biglietteria
SA 26/03/2022

Turno F

Ore 15:00 Acquista su VivaTicket o in Biglietteria
DO 27/03/2022

Turno C

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VE 01/04/2022

Turno B

Ore 20:00 Acquista su VivaTicket o in Biglietteria
SA 02/04/2022

Turno L

Ore 20:00 Acquista su VivaTicket o in Biglietteria
DO 03/04/2022

Turno R

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Dove: Teatro Carlo Felice

Manon Lescaut

Una grande passione che porta alla rovina, l’amore tradito da un moralismo sordo ai sentimenti.

Manon Lescaut
Giacomo Puccini
Dramma lirico in quattro atti, libretto di Domenico Oliva e Luigi Illica


Allestimento in coproduzione Fondazione Teatro Carlo Felice/Teatro San Carlo/Teatro Liceu di Barcellona/Palau de les Arts de Valencia

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LA LOCANDINA

Manon Lescaut Maria Josè Siri/Monica Zanettin (26/3 – 2/4)
Renato Des Grieux Marcelo Álvarez/Riccardo Massi (27/3 – 3/4) /Francesco Pio Galasso (26/3 – 2/4)
Lescaut Stefano Antonucci/Enrico Marabelli (26/3 – 2/4)
Geronte di Ravoir Matteo Peirone
Edmondo Matteo Mezzaro
L’oste Claudio Ottino
Il maestro di ballo Didier Pieri
Il musico Sandra Pastrana
Sergente degli arcieri Matteo Armanino
Il lampionaio Didier Pieri
Un Comandante di marina Loris Purpura

Maestro concertatore e direttore Donato Renzetti
Regia Davide Livermore
Scene Giò Forma e Davide Livermore
Costumi Giusi Giustino
Videodesign D-Wok

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Francesco Aliberti

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Al Teatro Regio di Torino, il 1 febbraio 1893, otto giorni prima del debutto di Falstaff alla Scala, Puccini raggiungeva il suo primo successo con Manon Lescaut. La scelta del tema era un rischio, dato che il fortunato romanzo dell’abate Prévost era già stato trasformato in opera da Massenet, con successo, nove anni prima. Ma il trentacinquenne Puccini era già un compositore consapevole e non temeva il confronto: «Massenet lo sente da francese – disse a proposito del soggetto –, con la cipria e i minuetti, io lo sento da italiano, con passione disperata». E i fatti gli diedero ragione. L’anno dopo Manon trionfò anche al Covent Garden di Londra e, recensendola, George Bernard Shaw scrisse: «Puccini mi sembra che, più di qualsiasi altro suo rivale, sia il più probabile erede di Verdi». Giudizio profetico, perché Puccini, da Manon in poi, sarà appunto il compositore più rappresentativo dell’opera italiana, ed europea dopo Verdi. Questa Manon, per la regia di Davide Livermore, parlerà soprattutto al pubblico di oggi, come se fosse un film, spingendoci a pensare e a riflettere sulla contemporaneità: qui Manon infatti, è un’emarginata, una migrante che non ce l’ha fatta.

Conferenza illustrativa: Sabato 19 marzo 2022 ore 16.00 – Auditorium E. Montale